Attrezzatura del laboratorio del (giovane) appassionato

 

Tutti i progetti che ci apprestiamo a eseguire necessitano di dotazioni e spazi per poter lavorare. Vediamo cosa ci occorre veramente per poter condurre a termine un progetto con successo senza spendere follie e senza che, per questo, si debba litigare con gli attrezzi perché non si possiede quello giusto.

Il posto dove mettersi a lavorare. I più fortunati dispongono di un ampia stanza con tavolo da lavoro, scrivania con il computer (nel quale comprendo oscilloscopio, generatore sweeppato, misuratori di vari tipi di distorsione), scaffali con pubblicazioni e cassette di attrezzi, armadi con attrezzi pesanti, una parete completamente rivestita di cassettini con componenti elettronici; dispongono inoltre di un tavolo con superficie assolutamente piana da utilizzare come piano di riscontro.

Nella realtà ognuno si attrezza come può, io ho una stanzetta con scrivania dove sta il computer e gli attrezzi leggeri, sulla scrivania posso azzardare qualche saldatura e basta. Per piano di riscontro aspetto che mia moglie esca di casa e utilizzo il tavolo di cristallo della sala; per i lavori pesanti mi metto in balcone dove c'è un tavolo abbastanza capiente utilizzabile per le lavorazioni più impegnative.

In sostanza, tra pesanti e leggeri, gli attrezzi minimi per poter intraprendere un progetto sono:

- multimetro analogico, utilissimo per apprezzare le variazioni di una grandezza;

- multimetro digitale, insostituibile per le misure statiche e la selezione dei componenti;

- trapano a colonna: non lesinate sulla qualità di questo attrezzo, io possiedo un Bosch serie blu per il quale ho acquistato l'irrinunciabile colonna; devo dire che funziona egregiamente e con precisione sufficiente (non è mica un tornio!);

- un frullino: stessa marca e serie del trapano, mi ha stupito la facilità con la quale si riesce a eseguire tagli ben diritti;

- seghetto alternativo: indispensabile per arrivare li dove il frullino non può e anche per tagliare a misura la vetronite;

- lima di sgrosso per l'alluminio (secondo me non è facile reperirla, ecco comunque una foto della caratteristica lama);

- lima a grana grossa per trattare tutti i metalli;

- lima a grana fine per rifinire;

- morsa (devo ancora acquistarne una seria);

- saldatore a punta molto grande per eseguire saldature molto estese;

- autotrasformatore per svariati scopi (overvolting del saldatore, downvolting per tentare il ripristino degli elettrolitici di qualche vecchia radio);

- saldatore a pistola (riscaldamento rapido);

- saldatore a resistore 20-40 Watt per le saldature sui circuiti stampati;

- calibro per le misure di precisione;

- micrometro per misure ancora più accurate;

- serie di giravite, chiavi inglesi, a brugola, pinze di vari formati, tronchesi, forbici e altri attrezzi leggeri che devono essere di ottima qualità per evitare che vadano a rovinare i materiali che stiamo impiegando. Molto comode sono le trousse di chiavi a bussola componibili di tutte le misure che si trovano molto spesso durante le fiere; generalmente si tratta di attrezzeria dalla qualità piuttosto scarsa ma per i nostri scopi è adattissima in quanto viene utilizzata ben al di sotto delle sue caratteristiche di resistenza meccanica.

Non deve mancare il compendio di materiali di consumo quali stagno, pasta salda, viteria assortita (io prediligo quella inox), ritagli e pezzi grandi di alluminio, minuterie varie.

Strumenti elettronici quali oscilloscopio, distorsiometro e altri? Io non ne ho, certo mi farebbero comodo ma neanche tanto spesso, non li reputo indispensabili. Avendo un pc, piuttosto, penserei a acquisire il software SpectraLab che fa di tutto e di più. Se mi dovesse occorrere l'oscilloscopio saprei a quale porta bussare come ho già fatto in passato.

Il perché non reputi indispensabili strumenti avanzati è presto detto: la mia casa è molto piccola, non posso ricavare un ambiente da destinare a sala d'ascolto, debbo accontentarmi della sala avendo anche cura di non ingombrarla troppo con i diffusori. Ho quindi dovuto rivedere le mie pretenziose aspettative nei riguardi delle mie apparecchiature; se l'ambiente è il primo elemento che non posso plasmare per adattarlo a suonare decentemente perché correre dietro alla chimera dell'assoluto spingendo la finezza di regolazione sino ai limiti della perfezione? Chi può lo faccia, per il momento io mi accontento di quello che riesco a fare senza spendere un capitale e affidandomi a progetti che in qualche modo garantiscano un risultato decoroso.

 

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