AKI'llower
e speriamo che sia 'na miezza schifezz
Era da un po’ che mi frullava in testa, pochi giorni fa ne parlavo con il mio amico Gianfranco addirittura pezzi alla mano. Si, perché se apro i miei cassetti ormai ci trovo di tutto. Fortunatamente ordinato (è l’unico posto dove riesco a esserlo) e quindi tirar fuori quello che si vuole è abbastanza agevole. E quindi avevamo in mano due BUZ80 e sul monitor il suo datasheet.
Ci sono diversi frequentatori del mio sito che guardano soltanto la lista dei ristoranti, loro non potrebbero capire quello che segue, voi, se siete arrivati sino qui, evidentemente si. Bene, io non so a voi ma a me l'avere in mano un componente elettronico mi eccita più che sessualmente. Lo guardo, lo giro, lo “palpo” e immediatamente la fantasia parte via.
Troppo tardi per far qualcosa, era ora di andare a dormire. Ma domani… sabato. Il sabato mattina generalmente lo passo da solo, mia moglie lavora e io vado al mercato, mi fermo per il pranzo alla solita trattoria e poi rientro a casa. Ma quel sabato no! Niente mercato, niente pranzo e (visto che non sono stato al mercato) niente cena. E si che ero già pronto sulla porta di casa con tanto di giaccone pesante quando mi richiama la lucetta del sintonizzatore: significava che l’impianto era rimasto acceso tutta la notte (e meno male che il finale non è in classe A). Mi metto davanti all’impianto, lo guardo, indugio un attimo tra il digiuno e una frittura di animelle, tra la cena sicura e le solite olive ascolane surgelate e scelgo l'austerità. Via il giaccone, via subito le scarpe, saldatore a scaldare, ricerca dei soliti ritagli di basette millefori e di lastrine di alluminio, resistori, mosfet, cavetti e attrezzi vari… sono pronto.
Neanche lo schema, due conti con Excel e comincio a piegare i componenti, a saldarli sulla basetta, fisso la basetta alla piastrina di alluminio (mica rapido, centraggio, foratura, filettatura...) che farà da conduttore termico tra i mosfet e il fianchetto del contenitore; presento la basetta al fianchetto, cospargo il tutto con grasso di silicone, la fisso, faccio tutti i collegamenti, alzo la testa: le tre del pomeriggio. Sei ore filate senza neanche un cenno di appetito.
E’ andata così. In effetti l’idea di regalare un cathode follower al mio Akiline1 mi teneva in assedio ormai da tanto. Ma una seconda 6H30 proprio non avrei saputo dove metterla senza stravolgere tutto l’assemblaggio. E allora ho ripiegato sul BUZ80 visto che in questo periodo abbondano tra le mie dotazioni. Acceso di nuovo l’ex Akiline1, ora Aki’llower, ho tarato per sistemare bene le tensioni stabilite sulla carta, ne ho controllato la stabilità in una mezz'ora, ho chiuso e rimesso il pre nel solito posto a lui riservato; ho fatto tutti i collegamenti all’impianto, ho acceso e atteso.
Mezz’ora dopo stavo sul divano totalmente preda di Grappelli e Petrucciani che se la stavano spassando come pazzi. Eva Cassidy, poi, possedeva (quando era tra noi) quel timbro di voce femminile che a me piace ascoltare, una voce senza particolarità ma limpidissima. Ora mi desta un brivido che mi fa tremare, mi rapisce totalmente alla stanza. L'Akiline1 andava bene, si. Ma ora è diverso.
Non ho parole. La stessa netta sensazione che ho provato sostituendo l’Akiline1 con l’Aikido: un velo si alza e mi permette di focalizzare la scena sonora ora molto più ampia e profonda, il suono più armonico; ora posso apprezzare la musica avvertendola sul torace, sul viso e sulla pancia, finanche sulle cosce. Vero, il volume non era contenutissimo ma neanche da discoteca. Non so descrivere meglio l'enorme differenza tra prima, senza il BUZ80 e adesso; penso che ognuno di noi abbia una reazione tipica e personale in occasione di un evento sul piano fisico molto gradito; la mia è quella di sorbire l'evento serrando i denti per assaporarlo tra i molari e gli zigomi e mi succede sempre carezzando i miei gatti. Da oggi mi succede anche ascoltando la musica.
Come lo spiego questa marcata gradevolezza del suono del mio Aki'llower? Gli ultimi CHF "spingono" l'opinione verso il suono musicale, quello dove la distorsione è lontana dallo zero e è fatta prevalentemente di seconda armonica e le armoniche successive decrescono di intensità man mano che ne aumenta il numero. Amplificatore "virtuoso"? Ricostruisce nel suono quello che è andato perduto a partire dal processo di ripresa sino a arrivare, per varie trasposizioni, dentro il cassettino del nostro lettore? Che sia sbagliato perseguire l'obiettivo di ridurre al massimo la distorsione?
E poi la vera domanda: come avrebbe suonato se al posto del BUZ80 ci avessi messo una seconda valvola?
Ok, fine delle chiacchiere, passiamo ai fatti: questo è lo schema già modificato; poco da commentare, topologia ben diffusa e conosciuta, veramente essenziale; il resistore da 1 KOhm tra positivo e induttanza, assente sullo schema originale dell’Akiline1, diventa necessario per poter polarizzare correttamente il mosfet, polarizzazione ritoccabile con i trimmer del negativo di griglia. L’obiettivo non è tanto quello di disporre sull’uscita, prima del condensatore, di una Vcc esattamente uguale a Vb/2 ma quello di non far superare a ogni triodo della 6H30 l’assorbimento di 17mA ricordando che l’induttore si satura con 25mA. Con i mille ohm in più in serie all’induttore troviamo in uscita un po’ più che Vb/2 ma non ci deve importare del po' di più. Attenzione, i resistori di source così come anche i mosfet scaldano, i primi anche in aria non si rovinano, i secondi vanno dissipati opportunamente, anche sul fianchetto del contenitore (metallico).
Cosa altro dire? Spero che il tutto sia peggiore dell’Aikido sennò sono guai seri.