Filtri di rete
  

 

Non si tratta di una nuova creatura cibernetica dedita all'alcool. Mi è capitato in mano un secondo trasformatore toroidale per impiego switching e non ho perso tempo a "enuclearlo". Stavolta ho avvolto 5 spire sul toroide e due (strettissime) nel cilindro in ferrite. Ecco le foto. Chissà se e come funzionerà. La rete si collega ai fili che fuoriescono dal toroide, l'utilizzatore ai fili che fuoriescono dal cilindretto. Per saperne di più leggete il resto dell'articolo.

 

Per l'alimentazione del mio impianto HiFi dispongo di una ciabattona metallica il cui interno è praticamente vuoto. Proprio per questo ho deciso di acquistare alcuni filtri gia fatti e di alloggiarli all'interno della ciabattona. A fare questa cosa mi ha convinto un collega che sta provvedendo a ordinare tutto il necessario.

 

Giorni fa stavo riconfigurando la disposizione dei componenti nel mobiletto e quindi avevo scollegato tutti i cavetti alimentazioni comprese. Mi sono ritrovato in mano la fatidica ciabatta e subito la mente è andata a un cavetto dal quale avevo prelevato un cilindro in ferrite pochi giorni prima. Frugando ancora nella mente mi sono ricordato di aver buttato via anche la carcassa di un alimentatore per computer previo svuotamento di tutti i componenti utili. Tra questi c'era un trasformatore toroidale per impiego switching su nucleo suppongo anch'esso in ferrite. Il cavetto in rame non mancava (16 AWG OFC argentato + teflon) e allora mi sono detto: perché non tentare?

 

Detto e fatto, l'attimo dopo ho recuperato il toroide dal trasformatore, il cilindro in ferrite dalla scatolina dei "componenti vari" e ho avvolto tre spire trifilari nel toroide e una nel cilindro in ferrite, ho saldato i fili provenienti dal toroide al cavo di rete e quelli uscenti dal cilindro alla distribuzione verso le varie prese. Ho quindi rimontato tutti i componenti nella nuova configurazione, ho acceso e attivato tutti gli apparati per provare che tutto funzionasse. Per puro caso il selettore era puntato sul computer che stava mandando un mp3 dei Neri Per Caso. La loro musica fluiva alle mie orecchie meglio del solito. Strano, non mi pareva di aver ancora acquistato il cd che è nel novero di quelli di breve acquisizione. Eppure il suono non era quello solito, scialbo che caratterizza il formato mp3. E senza ombra di dubbio il segnale proveniva proprio dal pc! Metto su un cd dei Manhattan Transfer e, meraviglia, sembrava che fosse stato eliminato un sottile ma significativo velo tra me e il palcoscenico musicale.

 

E' possibile tutto questo? E' una mia sensazione? Che i due avvolgimenti sulle alimentazioni abbiano permesso di affinare il già buon suono della mia catena HiFi? In genere riesco a essere abbastanza oggettivo, non ho voluto fare la prova del "come prima", sarebbe costata troppo lavoro e non me la sono sentita. Che forse la necessariamente variata posizione dei cavetti di segnale in conseguenza del diverso posizionamento degli apparati abbia contribuito alla nuova sensazione?

 

Non so dire di più, quello che è certo è che la musica prodotta dal mio pc mi piace ora molto di più. Anche la riproduzione da cd ha beneficiato di questo intervento ma in misura minore. Andando a fare un confronto tra lettore cd e pc che suonano lo stesso brano, comunque, la differenza rimane evidente.

 

Sinceramente non credevo che una modifica applicata prima del trasformatore di alimentazione potesse apportare una grande differenza. In barba a quello che leggiamo sulle riviste specializzate che abbiamo in casa alle quali devo le mie scuse.

 

Non finisce qui, attendo la fornitura dei filtri che saranno immediatamente messi al lavoro sin dal giorno del loro arrivo per poi aggiornare questa pagina anche con documentazione fotografica.

 

LA FORNITURA E' ARRIVATA

 

Finalmente, pochi giorni fa sono entrato in possesso dei 4 filtri Shaffner FN2070 da 1 Ampere che stavo aspettando. Li ho messi al lavoro, come si vede dalle foto in alto e ho anche messo al lavoro il filtro avvolto a mano. Ho approfittato della disponibilità di un distributore di energia recuperato dalla dismissione di un vecchio server nel quale sono contenuti:

- una presa IEC di ingresso a alta corrente;

- 4 terzine di prese IEC, ogni terzina prevede di esser collegata soltanto su una presa laterale in quanto la sua infrastruttura metallica provvede poi a collegare tutte le prese

- un interruttore magnetotermico da 50 Ampere che governa tutta la distribuzione;

- due interruttori magnetotermici da 10 Ampere che seguono il primo e pilotano 6 prese l'uno;

- una basetta di circuito stampato ove sono presenti scaricatori e varistori per proteggere gli utilizzatori connessi alla centralina da scariche e aumenti della tensione di rete.

Ho modificato la logica di funzionamento della centralina prelevando l'energia destinata all'amplificatore finale subito dopo l'interruttore da 50 Ampere, gli altri due interruttori sono rimasti dipendenti dal primo. L'ingresso dell'energia nella centralina avviene con una presa IEC al cui interno è collegato un primo filtro avolto a mano, come in foto; il filtro si collega all'interruttore da 50 Ampere che a sua volta alimenta gli altri due interruttori e che, tramite un secondo filtro avvolto a mano, alimenta la presa destinata al finale che riporta saldato nel retro (l'ho messo dopo aver fatto la foto) un condensatore antidisturbo triplo il cui centrale e connesso alla terra e gli estermi ai due poli della rete. I quattro filtri Shaffner sono tutti alimentati dal secondo interruttore (10 A); tre filtri alimentano, uno per uno, altrettante prese, il quarto filtro alimenta una terzina di prese. Il terzo interruttore (10A) passa attraverso il solo primo filtro, quello avvolto a mano e alimenta una terzina di prese.

Per evitare loop di massa tra i telai dei vari apparati che saranno alimentati dalla centralina, sono state eliminate del tutto le connessioni di terra. Una sola connessione di terra è prevista per la presa destinata al finale. Non basta, però, eliminare il collegamento di terra per scongiurare i loop. se guardiamo una terzina di prese noteremo che il collegamento centrale va a interessare tutte le tre prese. Occorre isolare tra di loro anche i piedini centrali tagliando la striscia metallica che li unisce. L'operazione va fatta anche per i collegamenti laterali, quelli che portano l'energia elettrica, sulla terzina le cui prese sono alimentate singolarmente, ognuna dal suo filtro.

I cablaggi dei filtri sono realizzati in cavetto di rame OFC argentato e ricoperto in teflon, sezione 18 AWG, su ogni cavetto sono state inseriti tubetti in ferrite lunghi 10 mm con diametro di 4 mm.

Impressioni di utilizzo? Non sono riuscito a trovare il tempo e la tranquillità per mettermi li a fare l'ascoltone, per ora posso soltanto dire di avvertire una gamma bassa più piena, prorpio quello che mancava ai miei diffusori

 

 

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