Revisione al Clone del Quad 405
Verso l'inizio degli anni 80 il mio amico Piero mi regalò tutti i componenti per assemblare un clone del famoso Quad 405. Mancava contenitore e alimentatore.
Ordinai un trasformatore da 400 VA nuclei a C e mi misi alla ricerca del contenitore. Ma in quell'epoca non era facile trovare il pretenzioso contenitore che volevo, probabilmente HiFi2000 lo avrebbe anche avuto nel catalogo ma l'unico rivenditore che conoscevo mi disse di non averlo disponibile e che per l'ordine sarebbe passato moltissimo tempo. Acquistai, invece, una "stecca" da 1 metro di profilato di alluminio fatto a aletta di raffreddamento, residuo del suo magazzino. E mo che ci faccio? Tornato a casa dovetti anche sentire le prediche di mia madre, buonanima, che rimbrottava il fatto che dilapidassi il mio stipendio in continue spese inutili. Non mi persi d'animo e, sulla carta (all'epoca niente computer e niente internet) mi misi a progettare il contenitore per il mio Quad 405 utilizzando quelle alette. Dal disegno capii che si poteva fare e mi misi in moto: da un fabbro mi feci tagliare in due l'alettona e dal "metallaro" (siamo a Roma) acquistai le lastre d'alluminio che mi feci tagliare a misura dopo aver insistito non poco (a rigà, nun tte fa ppiù vede). Acquistai un profilato a L di ottone da usare come raccordo tra le pareti del contenitore. Ne venne fuori quello che vedete nelle foto.
Tanta era la voglia di sentire il primo vagito dell'ampli che non perdetti tempo a dare una veste estetica al contenitore e ne iniziai subito l'assemblaggio. Va rimarcato che, finalmente, potevo diventare possessore di un finale da 100 Watt e che i 100 Watt, allora, costituivano la fatidica soglia, per noi ragazzi appassionati, che discriminava un vero autocostruttore da un arruffa-fili. E quindi misi anche una certa fretta nella costruzione dell'ampli.
Già le prime note prodotte dal 405 facevano capire che si trattava di un prodotto di razza, suono pulito e preciso, ben controllato sulle mie Goodmans Achromat 250. Le varie recensioni che avevo letto trovavano finalmente la loro ragione. Misi così in pensione il buon Williamson 2x10 Watt in PP di EL84 in quanto ampiamente surclassato sia in qualità sia, soprattutto (per come la pensavo allora) per quantità. Avere un 100 Watt era come avere la Ferrari, qualcosa di cui vantarsi, cosa che facevo in qualsiasi contesto mi trovassi e anche se i miei interlocutori rimanevano sordi e indifferenti a questa mia ostentazione.
Poco tempo dopo la rivista Suono pubblico un progetto a firma di Bartolomeo Aloia: il Superfinale. Aloia era... Aloia già allora e lo era da lungo tempo. Lo è tuttora e sempre di più. Rimasi letteralmente affascinato da quelle pagine che leggevo e rileggevo continuamente. Presi la decisione. Ma ci volevano molti soldi. Come fare? Cosa mi potevo vendere? Il Williamson no, utilizzava i TU acquistati da mio padre qualche decennio prima, non potevo certo darli via. Il pre? Il Superpre di Suono? Giammai, troppa fatica per costruirlo e poi con cosa avrei pilotato il finale? Rimaneva il buon pseudoQuad. Feci circolare la voce e pochi giorni dopo Franco, fratello del mio amico Piero, mi disse che era interessato. Concordammo il prezzo e salutai il mio finale. Avevo un gruzzoletto dal quale iniziare la messa in cantiere del Superfinale ma poi mi accorsi di dover investire oltre il doppio.
Certo che il Superfinale suonava bene ma il vecchio pseudoQuad mi era rimasto nel cuore.
Siamo a aprile 2004, incontro Franco e Piero in una occasione molto triste e la domanda nasce spontanea: A Fra', come va il mio Quad? - Veramente l'ho dato a lui (indicando Piero). - A Pie', lo stai usando? - Veramente no, sta in un armadio, se te lo vieni a prendere mi fai un piacere. Non so descrivere l'emozione, la gioia che provai in quel momento. Neanche considerai il fatto che una cosa fatta da me potesse giacere inutilizzata in un armadio, se fossi rimasto freddo probabilmente mi sarei sentito offeso. Ma altro che, mi sentivo gratificato, non vedevo l'ora di poter riaverlo. Il giorno dopo stavo da Piero, un'ora dopo uscivo da casa sua con il MIO finale. Fine della malinconia e inizio di un'altra avventura.
L'amplificatore risentiva i segni del tempo, la vernice trasparente del pannello anteriore era screpolata, tutto il resto era graffiato e impolverato. Dopo avergli fatto passare una notte e una mezza giornata alimentato a bassa tensione, per rigenerare l'elettrolita dei condensatori, collego l'ampli al mio impianto. Meraviglia, funziona. E funziona pure bene! Ok, che faccio, lo tengo così brutto e polveroso? No, deve essere accolto in casa con tutti gli onori, merita una bella rimessa a nuovo. Smonto tutti i pannelli, li porto a anodizzare neri, pago ben 120 euro (!!!) il lavoro, devo dire impeccabile, di satinatura e anodizzatura e inizio l'opera di assemblaggio. Naturalmente sostituisco tutti i cablaggi con cavetto OFC e ottimizzo la disposizione dei vari blocchi funzionali. Do tensione: La protezione non abilita l'uscita. Cosa succede? Una mica siliconica, troppo serrata, ha generato un corto circuito tra il collettore di un transistor finale e l'aletta: morte dei finali e di un pilota. E chi me li da più? Sostituisco i BD600, piloti, con i 2SA968 e i 2N5631 finali con gli MJ15003 a entrambi i canali badando molto bene al loro serraggio senza strafare. Già che sono con le mani in pasta sostituisco anche gli operazionali NE5534 con gli OP27. Riprovo: Tutto ok. E mo' che ci faccio? Dove lo metto? Come faccio a non far predicare mia moglie? L'occasione si presenta qualche giorno dopo quando, provando i nuovi diffusori, un corto circuito sull'uscita uccide il Superfinale. Non riponevo molta fiducia nello pseudoQuad a causa dell'anzianità dei condensatori. Ma ci provo ugualmente. Lo lascio in preriscaldamento per una mezz'ora e poi alzo il volume. Ragazzi, che riproduzione! Si avvicina moltissimo a quella del Superfinale. Quasi non lo rimpiango. Quasi.
Torno a dire, un progetto di Aloia è sempre un progetto di Aloia ma anche un progetto Quad, per particolare che possa essere, rimane sempre un progetto Quad. Siamo a livelli elevati.
Non saprei come consigliarvi la realizzazione di questo valido e economiccissimo finale, c'è il problema della reperibilità degli induttori sullo stadio finale e sull'uscita. Ma se si trovano provateci, il mostriciattolo, oltre a avere un suono pulitissimo, rimane pressoché freddo per il fatto che lo stadio finale lavora in classe B e, talvolta, la cosa torna utile non poco. E nulla da tarare, nessun bias. Il successo è garantito.
Vogliamo farlo suonare bene? Via i transistor che proteggono i finali, è tutt'un'altra cosa. E suona veramente bene. Per esser chiari, pur suonando egregiamente a basso volume, bastava alzarlo un pochino per udire chiaramente l'intervento dei limitatori che, sui 2.6 Ohm dei miei diffusori, erano perennemente in attività tosando in maniera netta e decisa il malcapitato segnale che si presentava "sopra le righe".
Volevo apportargli le varie modifiche reperite su Internet ma il poverino non accenna a alcuna distorsione di incrocio e quindi non me la sono sentita.
Ecco qualche foto del prima del durante e del dopo.
Non ho scritto alcunché riguardo il particolare funzionamento di questo ampli in classe B. Volete saperne di più? Cercate con Google "current dumping" oppure "quad 405", sarete sommersi da una letteratura veramente ricca e affascinante.